Elezioni 2016. Il laboratorio Bologna sdogana la sinistra

E’ confermato, Sel si spacca a Bologna nei due schieramenti pro e contro la conferma dell’alleanza con il Pd alle elezioni comunali del 2016 (https://www.facebook.com/giulia.seno.98/posts/1000887303302194), ma è la città tutta che si conferma laboratorio politico, anche per altri tipi di anime che la abitano, tanto da spaccare pure le larghe intese volute a Roma dal premier e segretario Pd, Matteo Renzi. A Bologna sembra infatti inascoltato il sollecito del vice premier Angelino Alfano del Nuovo Centrodestra (Ncd), che vorrebbe le stesse ‘larghe’ intese in campo anche per le amministrative 2016. Così, non appena il segretario bolognese del Pd, Francesco Critelli, blinda la ricandidatura del sindaco Virginio Merola che secondo i centristi guarda troppo a sinistra, il ministro Udc Gian Luca Galletti interpreta il gesto come un ‘liberi tutti’, e annuncia una candidatura di centro. Forse lui stesso, bolognese e da tempo in predicato, forse un altro, ma comunque un candidato centrista, che finirà per rompere a Bologna il ‘largo’ delle intese alla base del Governo Renzi.

Così siamo già a tre candidati sindaci. Uno del Pd, ovvero il sindaco Merola fiancheggiato a questo punto solo da un pezzetto di Sel; uno centrista e uno del ‘vecchio’ centrodestra Forza Italia-Lega Nord-Fratelli d’Italia, o meglio probabilmente una: la consigliera comunale leghista Lucia Borgonzoni che il leader del Carroccio, Matteo Salvini, spesso a Bologna negli ultimi tempi, non impone ma predilige.

Un quarto candidato sindaco avrà 5 stelle e sarà presumibilmente il capogruppo in Comune, Massimo Bugani, beniamino di Beppe Grillo, grazie al potere del quale è sopravvissuto alle mille lotte del meet up più agitato d’Italia, che fra gli espulsi ha contato nomi come il paladino della democrazia interna, Giovanni Favia, e la consigliera comunale Federica Salsi.

E’ in questo contesto – dove tutti i protagonisti guardano al centro, nonostante qualche timido gesto un po’ a destra o un po’ a sinistra o né-a-destra-né-a-sinistra – che si aprono possibilità per la sinistra di base a Bologna. La prima vera possibilità di contare qualcosa dalla Svolta della Bolognina 26 anni fa, da quando l’allora segretario Achille Occhetto comunicò l’intenzione di abbandonare nome e simbolo del Partito comunista italiano (Pci). Lasciando però per strada, man mano, oltre al Comitato Centrale che non aveva più ragione di esistere, anche tutte le migliori pratiche mutualistiche che avevano fatto di Bologna la città esempio delle Giunte Rosse che amministravano, grazie anche alla Cooperazione con la ‘C’ maiuscola, casa e lavoro per tutti, buone scuole pubbliche dell’infanzia, buona sanità. Un mondo che oggi non esiste più, non solo per la crisi globale, ma perché lasciato all’amministrazione di un Partito che insieme ai tanti nomi (da Pci a Pds, Ds, Pd) ha cambiato in peggio anche l’anima sociale e socievole di questa città. Certo, resta meno peggio che in tante altre parti d’Italia. Ma la gente di Bologna non si è mai accontentata del meno peggio: quando spala la neve alla fine vuole vedere il vialetto pulito.

Bologna ha però tante anime anche all’interno della sua sinistra e sono tutte in cerca delle pale, anche se per fortuna ancora non è cominciato a nevicare. Sembra però che stavolta, la prima in 26 anni, l’abbiano finalmente capito che dovranno starci tutte insieme su quel vialetto a spalare nella stessa direzione, per cogliere l’occasione che si apre con le elezioni del 2016: tolti gli analisti Pd, gli altri sono concordi nell’affermare che stavolta il Partito non vincerà al primo turno.
La questione è quindi quale sarà lo schieramento che sfiderà il Pd al ballottaggio. Se la sinistra riuscirà davvero a presentarsi unita, con un’unica lista oltre che con un unico candidato sindaco, potrà contendere l’onore della sfida, e l’onere, al M5s, che al momento pare favorito sulle formazioni di centro e centrodestra.

Dunque, ben vengano tutte le iniziative in programma prima di Natale: dai civatiani di Possibile che domenica pomeriggio si trovano alle Scuderie con l’europarlamentare Elly Schlein, ai centri sociali di Bonalé che intorno a metà dicembre prevedono “un momento unitario e programmatico” o l’ex assessore Alberto Ronchi che, prima cacciato e recentemente di nuovo lusingato dal sindaco Merola, oggi ha presentato la sua nuova associazione culturale La Boa  e il suo progetto politico Abitare Bologna.

Ma per vincere l’onore e l’onere della sfida l’Anno Nuovo dovrà vederli tutti su quel vialetto a spalare, insieme alla Coalizione Civica fondata dall’ex Ds Mauro Zani con l’avvocato Mario Bovina, la stessa Federica Salsi e diversi pezzi della sinistra di base (Marina D’Altri, Paolo Soglia, Marco Trotta, Cecilia Alessandrini, Sergio Caserta) e di quella di Sel (Luca Basile). Anzi, all’interno della Coalizione Civica: l’associazione aperta formalmente il 20 novembre ha già 140 iscritti, ma ha scelto di non eleggere se non organi provvisori, in attesa che tutti si decidano a mollare gli ormeggi e a veleggiare nella casa comune. E già adesso la Coalizione non si presenta male, capace di rispondere così – con una filastrocca http://www.coalizionecivica.it/zirudela-per-la-repubblica/ – all’attacco piccolo piccolo al proprio simbolo, un Nettuno enfatico, poco bello ma scelto ormai da due mesi, che il quotidiano gli ha dedicato oggi sulla prima pagina locale.

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Pubblicato da

lavandaia

Giornalista. Nata a Roma nel 1963. Vivo e lavoro a Bologna. Qui le opinioni sono mie o esplicitamente attribuite. - @GiuliSeno on Twitter ma soprattutto Giulia Seno on facebook (non mi sgridate)

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