Come trovare il pericoloso pacifista in mezzo ad attentati ferroviari e scontri di piazza. Oggi a Bologna

Per chi non è di Bologna ci vuole una mappa della città per capire cosa è successo oggi. Questa è parziale.

bologna

Al centro, per un giorno, il leghismo che a destra oggi tira più di Forza Italia: Matteo Salvini ha chiamato quel popolo proprio in piazza Maggiore, dove campeggia il sacrario dei caduti della Resistenza. Tra l’altro tuonando che sarebbero stati almeno centomila, salvo poi essere smentito dai conti certosini fatti dal collettivo di scrittori Wu Ming (sì sì, quelli di “Q”, che sono beceri comunisti): intorno alle ventimila persone, il massimo tra stand del cioccolato, palco e altre impalcature. E non sono state di più le persone portate in piazza da Salvini e Berlusconi, facendole calare dal lombardo-veneto. Da Roma invece è salito qualcuno di Fratelli d’Italia e qualche altro scampolo di destra.
La sinistra (sic) ha sparso tutte le lettere della parola in troppi appuntamenti che dicevano tutti sostanzialmente la stessa cosa: “i fascio-leghisti non ci piacciono neanche un po’”. Senza contare l’Anpi, i migranti e Atlantide che hanno manifestato il giorno prima.  Oggi, addirittura, i centri sociali ne avevano convocati due di concentramenti: Tpo, Labas, Hobo da una parte in piazza XX settembre (poco più in là, in stazione, Rifondazione con bandiere rosse) e Cua, Crash, Xm24, Social Log sul ponte di Stalingrado a prendersi la palma per il corteo più “tosto”. A parte, anche un centinaio di studenti. Complimenti. Ieri sera c’era gente che voleva organizzarsi per andare oggi a manifestare contro Salvini e non sapeva dove andare senza rischiare le botte. Che in verità son state poche, finite con pochi fermi di polizia e un poliziotto che si è dovuto far medicare.
Qualcuno, forse una decina di persone, si è autorganizzato anche oggi un presidio in piazza di Porta Lame, dove le statue di partigiani celebrano l’omonima Battaglia della Resistenza che l’Anpi ha commemorato ieri. Hanno portato fiori e fazzoletti rossi. E hanno bendato un paio di statue, un po’ scherzando e un po’ no: che i partigiani non vedessero cos’ha dovuto ospitare oggi la città che loro liberarono dal nazi-fascismo settant’anni fa.

FB_IMG_1447000021382
Fin qui, con il Pd ormai solo di governo e sostanzialmente quasi silente, la solita rappresentazione della politica di destra e anche quella di sinistra, vuoi di base e “tosta” o civica e pacifista. Ma la cosa buffa è stata che, con tutto quello che avevano da fare le forze dell’ordine oggi a Bologna – svegliate che era ancora notte da un nuovo attentato alle linee ferroviarie, che quando i treni si fermano un po’ fanno godere tanto i fan delle molotov – hanno trovato anche una pattuglia che andasse a identificare uno per uno i manifestanti di Porta Lame, tutti pericolosissimi facinorosi: insegnanti, funzionari pubblici, docenti universitari. “Ma siamo venuti qui, lontani da tutto, proprio per evitare tensioni”. Prego, favorisca i documenti, professore. Ecco.
Qui il resoconto di Cecilia Alessandrini, in prima persona https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10153609815002221&substory_index=0&id=737932220

Annunci

Pubblicato da

lavandaia

Giornalista. Nata a Roma nel 1963. Vivo e lavoro a Bologna. Qui le opinioni sono mie o esplicitamente attribuite. - @GiuliSeno on Twitter ma soprattutto Giulia Seno on facebook (non mi sgridate)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...